A Bella la festa si prepara nelle aule scolastiche con i nonni e i nipoti

BELLA - Quando il carnevale è in grado di unire più generazioni. Succede nella scuola primaria di San Cataldo, dove il Carnevale è una nuova occasione per rinsaldare il rapporto tra gli alunni, gli insegnanti e i nonni. «In tutte le classi e le sezioni - spiega il di­rigente scolastico Ma­rio Coviello - i nonni con i bambini dai due anni e mezzo agli un­dici, stanno preparan­do un grande pupazzo di carta e cartone. Ap­prendono l'arte della cartapesta, sotto la guida delle insegnanti Picerno, Barbera e D'Agostino e si divertono con colla, acqua, carta che diventa il naso, la bocca, le braccia, le gambe di un grande pupazzo, da colorare, vestire e portare in piazza su un grande carro. In un'altra classe si preparano i canti, alcuni suonano il flauto, altri cantano in una stalla vicino alla scuola si prepara il carro e si dà da mangiare ad un asinello bizzoso che tira calci». Venerdì 8 feb­braio, alle 11,30, il carro sarà portato nella piazza di San Cataldo e il pupazzo sarà bruciato per augurare una primavera di speranza nel futuro. La cerimonia com­prenderà versi scher­zosi in dialetto e giochi della tradizione che impegneranno nonni e nipoti come «l'uov cannarut», l'uovo sodo che deve essere taglia­to con gli occhi ben­dati, con la mela da mordere attaccata ad uno spago, a pescare con la bocca in una bacinella qualche euro che rimane ai più abili. Si romperanno le pentolacce piena di dolci. «Benché presente nella tradizione cattolica -spiega Coviello - i caratteri della celebrazione del Carnevale hanno origine in festività ben più antiche, come per esempio le dionisiache greche o i saturnali romani.

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 6 febbraio 2013 

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