“Dolce vita”, moda, musica, arte e poesia

Il paese di Bella, nell’entroterra lucano, conta nella piazza principale del suo centro abitato, cinque bar, più altri quattro dislocati nelle immediate vicinanze. Uno in particolare, “La dolce vita”, in via Vittorio Veneto, da alcuni mesi, ha iniziato ad offrire qualcosa in più del tradizionale espresso: la cultura unita al piacere di stare insieme. Un sabato al mese infatti, con la collaborazione dell’editore Arduino Sacco, di Roma, il bar si trasforma in un caffè letterario, con “degustazione” di poesie, opere d’arte e musica. “Una sfida – come sottolinea il titolare, Carlo Valente – che intende proporre qualcosa di più al paese, che da un po’ di tempo è in una fase di declino, purtroppo non solo economico. Un modo per far capire che in ogni luogo pubblico, qualunque esso sia, è possibile offrire valide alternative, trasformando l’ordinario quotidiano, in qualcosa di straordinario”. Un momento della manifestazione - nel riquadro Carlo Valente URP 0976.803229 pag. 30 Febbraio 2006 - URP Informa n. 95 - URP Informa n. 95 - URP Informa n. 95 - Un’impresa che sembra dare ragione al giovane gestore, che unitamente alla cultura letteraria, ha affiancato di recente anche quella per il vino, dando la possibilità agli amanti di Bacco, di assaporare ottimi rossi italiani d’annata, di gran pregio. Ultima manifestazione in ordine di tempo, la terza per la precisione, si è tenuta sabato 28 gennaio. Un vero e proprio “cocktail” per rimanere in tema, che è stato un susseguirsi di continue emozioni. Si è iniziato, con gli abiti dell’ormai affermato stilista lucano, Vito De Vito, che ha presentato un piccolo flash di moda, diviso in tre quadri. Si è partiti da quelli dedicati ad una ragazza giovane ed aggressiva, per giungere attraverso abiti da cerimonia e d’alta sartoria, ai classici per sposa. Una raccolta di opere sartoriali realizzate durante un percorso di studi, che hanno ben rappresentato l’indole creativa ed originale dello stilista bellese. Poi le poesie di Prévert, lette magistralmente da Arduino Sacco, intervallate dalla voce canora di Eun Kyoung Suh, che accompagnata al pianoforte da Antonella Rotundo, hanno saputo trasportare in una sorta di estasi il pubblico presente. A fare da cornice alla magnifica serata, le ventidue opere surreali del pittore lucano, Alfonso Bavusi. Un’artista che ama lavorare “con la massima indipendenza e libertà”, usando materiali poveri, come inchiostro di china e pastelli, alla “ricerca, contro ogni regola, che oltrepassa i confini del reale”. Le sue tele, in esposizione per tutto il mese di febbraio, trasformeranno “La dolce vita”, in una piccola galleria d’arte. Un sabato sera indimenticabile, che fa già pregustare il prossimo appuntamento dedicato al jazz. a.l.

da URP Informa n. 95 del febbraio 2006 - da pag. 29-30

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