Un musseo delllla ffiillanda

L’Amministrazione Comunale ha presentato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali nonché alla Sovrintendenza della Regione Basilicata, il recupero di un patrimonio di estremo valore come l’ex filanda che diventerà un museo e quindi una memoria storica di una delle attività principali che hanno caratterizzato nel passato l’economia bellese. L’Amministrazione Comunale di Bella Il testo integrale della comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Si comunica che la scrivente Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata, vista la delega conferita dal Direttore Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici al Direttore Regionale per i Beni e le Attività Culturali della Basilicata (Decreto del 05/08/2004), ha avviato il procedimento di dichiarazione di interesse particolarmente importante dal punto di vista architettonico del bene in parola, in base alle disposizioni legislative contenute nel D.lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, pubblicato sulla G.U., serie generale del 24 febbraio 2004, n. 45), artt. 2 comma 2, 10 comma 4 lettera L e ari. 13 comma 1. Si ritiene infatti che la filanda Gaeta di Bella attiva agli inizi del '900 con la produzione di filati rappresenta un'importante reperto di "archeologia industriale", testimonianza dell'operosità di varie generazioni degli abitanti di Bella. L'edificio è diviso nella zona di lavorazione e laboratorio e nei vani dell'abitazione dei proprietari della filanda. La presente nota, (corredata dell'allegata planimetria che ne forma parte integrante) vale quale comunicazione, ai sensi e per gli effetti della L. 241/90 artt. 7 comma 1 e 2 e 8, dell'avvio del procedimento amministrativo e del nominativo del responsabile del procedimento stesso: arch. Michele SPAZIANTE (tei. 0971-489411 - 489434), Ciascun soggetto legittimamente interessato potrà partecipare al procedimento amministrativo finalizzato al formale riconoscimento di interesse culturale del bene in questione, come previsto dall'art. 7 comma 1 della citata legge 241/90, inviando a questo indirizzo entro i termini previsti (140 giorni), eventuali osservazioni, memorie scritte documenti per illustrare circostanze ritenute valide ai fini dell'emanazione del provvedimento finale (Regolamento Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, D. M 13.06.94, G.U.n0 187 dell'11/08/94, art.5 commi 1° e 2°). Si rammenta ai proprietari, possessori o detentori che, nelle more dell'emanazione del provvedimento ministeriale, si applicano le disposizioni cautelari di tutela e conservazione del bene previste dal Capo III e dalla Sezione I del Capo IV del Titolo I del citato Codice dei Beni Culturali, in base alle quali non possono essere apportate modifiche, ampliamenti, manomissioni, distacchi di ornamenti, demolizioni o avviati, o proseguiti, lavori non autorizzati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata. Eventuali trasferimenti della proprietà dovranno essere denunciati alla scrivente Amministrazione. I suddetti effetti di legge cessano esclusivamente alla scadenza del termine massimo di durata del procedimento di dichiarazione del particolare interesse, che il Ministero ha stabilito in 210 giorni, a norma dell'ari 2, comma 2, della legge 7 agosto n.241. L'inosservanza dei suddetti provvedimenti cautelari è punibile ai sensi dell'art. 169 del citato Codice. Il Comune in indirizzo è invitato a vigilare sull'osservanza delle predette disposizioni. IL SOPRINTENDENTE Attilio MAURANO

da URP informa n. 96 di marzo 2006 - da pag. 9

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